mercoledì, 11 novembre 2009

Mancanze in disordine

Ogni sequenza è il tattile disdire con mani di plastica
i tuoi avvertimenti sono l'assoluzione di peccati a delinquere
e sai soffocarmi bene fra le stremate notti.

Sei discordia inesauribile
ed ogni tuo silenzio è come un solco sulla terra arida.

Mi spezzi fra sospiri e discorsi
appena sotto le tue nuvole.

Mi manca l'affetto che evolve nella lentezza della repressa voglia
il fumo ha reso gl'incontri, dinoccolati gemiti sequestrati dalla lingua
vorrei rimediare alla chiusura della giornata lenta ed acida.

E assaggerò le tue gambe in lente leccate
quando le grida saranno soffici artigli.

 

*photos from web


[Il libro è già presente nel sito della casa editrice.
Edizioni Smasher
Sulla colonna di sinistra c'è la mia mail.
Per chi volesse comprarlo da me]

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sabato, 07 novembre 2009

[Di ragnatele e di ragni]

Di ragnatele e di ragni in amore.
Di muri, di perle, di fango e fogliame.
Di ogni cosa che parla
alla rosa ed al fulmine vano.
Di ritegni e parole passate
fra le cosce del vento
e restare a guardare.
E se ciò che scriviamo
nella tasca fermenta
lo daremo ai miei cani.
Domani.

Sgombero le stanze da ragnatele fitte e da ragni in amore
solidi i muri invecchiano, sgretolandosi sugli orizzonti
come mareggiate inferte al pensiero
deformando ore di pace
in vampe di nomi dentro collane di perle masticate
usate su vesti sporche di fango e fogliame
come miagolii sui polsi, slacciati alle asole
dipinti da aghi convessi e con fili di ritardi
nominati a stento, sull’asfalto sbriciolato da acque mute.

Sono piena di rimandi a domani
note a margine
per rinnegare l'insoluto
e rimediare alla delicatezza di un sapermi
accaduta sulle parole
quando il tuo sguardo
non ha ombre di dubbio
sul noi a darsi

Domani l'incerto che viene
l'incarto con cura.
Guardandomi attorno
scelgo ancora la nebbia
e parlarle con voce flautata
non mi costa fatica.
Lo specchio non basta all'inganno
ci abito dentro da molto,
io,
per quanto ricordi
dai bordi scalati del tempo.

RottamieViolini&A.Taravella

* photos from web

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mercoledì, 04 novembre 2009

[Amor che fu]

© Photos by Ragno000
[vietato copiarla]

Ho l'impressione che alla fine della notte ci siano braccia industriose.
A tirare giù stelle, nuvole e luna.
Dopo, quando l'imminente giorno fa capolino,sfregandosi con le nuvole sui balconi.
E sono certa di non essere l'orfana che la notte piange sulle mani.

Solitaria qui, mi arrangio con le domande.
Il passo svelto che manca al cuore e tu mi sai, come giaciglio, come conca privata di lacrime.
Tutto questo vociare è solo quel qualcosa che va controvento.
Che dimora nei silenzi e che si fa alchimia, dolore da divorare.

E divento una piccola piuma.
Tossica, stanca e instabile.
Mentre il ventre trema, pronto per i tuoi polsi.
Pronto per le tue labbra gemelle.

Mentre mi sbriciolo sul cuscino.
E ti respiro al mattino.
Fresco come un nuovo pensiero.
Quando tutto si capovolge, infine.

[Ma se smetto,a cosa penserò ? Al mio vuoto ? E' perchè si è vuoti che ci si lascia invadere ? E' il vuoto in cui si galleggia che ci annega ? Siamo vuoti,tutti vuoti...o sono io,io sola,a non possedere nulla ? Io sola a provare la sottile,inestirpabile,vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo,ma sempre un'altra ? E' strano,ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa...La mia forza è un'altra,ambigua,intrisa di orgoglio e di vergogna.Si nutre di coraggio,si affama di paura.Conta sul cuore,per me è questo l'organo dell'intelligenza.Col cuore penso.Che esiste il mondo,me lo assicura il mio cuore animale,vivo,pulsante.
_
tratto da "L'amore necessario" di Nadia Fusini]

 

Il sogno si è avverato.
C'è il libro.

A breve vi dirò come fare per acquistarlo.

A mia madre.
Lei che non ha fatto in tempo a sapermi.
Come parola su carta.

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domenica, 01 novembre 2009

La libreria misteriosa

* photos from web

Spider infilò le scale e si ritrovò catapultata in un mondo ovattato dai rumori, si ritrovò a vagare ad occhi larghi fra mille scaffali colmi di libri e profumo di carta appena stampata, si chiedeva frastornata dov’era finita, perché non aveva mai visto questo posto da quando era atterrata su Marte.
E sperava d’aver seminato quel porco di Minosse, le sue mani ancora le sentiva addosso, le sentiva dappertutto, e chiuse gli occhi trattenendo a stento le lacrime, lei voleva Orazio, il suo amato Orazio, le mancava chiacchierare con lui sulla riva sinistra del fiume, le mancavano i piccoli baci che le regalava sul palmo delle sue mani, stanche, e sospirava quando, assieme si perdevano a guardare le stelle, stesi senza coperte, a contatto con la terra che entrambi tanto amavano.
Scacciò i pensieri cattivi, presto lo avrebbe riabbracciato, era a Marte Nord per svolgere dei lavori di riparazione dei primi appartamenti e lei sapeva che dopo, sarebbe tornato da lei, e l’avrebbe stretta al suo petto sussurrandole poesie e alzando il volume per sentire del buon rap, anche se lui sapeva che lei proprio non lo digeriva.
Si guardò attorno e si scoprì a fissare i due cassieri della strana libreria in cui era incappata per pura fortuna, e vide che uno era a sud ed uno a nord, che per comunicare si parlavano con i gesti dei sordomuti, perplessa si chiese chi poteva aver insegnato a questi buzzurri, un’arte così importante.
era così persa fra gli scaffali a sbirciare i due cassieri che non notò d’essersi persa in quel labirinto e cominciò a temere d’aver fatto una cazzata e cominciò a comprendere che non aveva altre vie di fughe, nemmeno mentali se non gridare aiuto e stava per farlo quando una mano umida le tappò la bocca con un panno, non fece in tempo a scalciare che piombò nell’oscurità.

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giovedì, 15 ottobre 2009

[Fragmenta#3]

Svincoli dalle mie labbra
divorando a piccoli bocconi
le mie parole

Accudendomi
la notte
sul cuscino
con un sospiro accaduto
fra le ciglia

* photos from web

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lunedì, 12 ottobre 2009

Risacche

Riempio le sacche di ogni mio sintomo avariato, di ogni pensiero sventrato e fatto dono per te, che ad ogni morso fra le foglie di questi primi venti d’ottobre, diventi nebbia incolta.
Ore su ore a trasparire attraverso vetri opachi, lucidi solo al colpo del sole, con le mani ben posizionate, sorridendo ma anche facendomi assorbire disegni rari, quanto lo erano le tue labbra poggiate di traverso sul cuore.
Senti, annusami le mani, sanno ancora di quel gusto che mi hai lasciato, saporite le tue mani a condirmi di frutta i fianchi, quando ancora poteva armarci di questo andare senza tempo.
E' la scelta che aggrava la mia pelle, quel lento scendere e scindere che non ha appigli se non le tornite parole, di noi, che assomigliano a cuscini in cui la notte trovo il degno abbraccio e sono incauta quanto la ruga che ti solca la nocca quando ti respiro.

Sarò fiato perso dici tu ma alla fine le braccia s'allargano per amarti,  nascosta, poi dietro cortine di tempo, regalandomi solo la luce necessaria a crescere, nonostante le perdute fantasie ho sempre raggrumato dolori sulle braccia.
Ed ero povera di forze mescolate al respiro che ho sempre taciuto e forse sono solo opaco vetro mielato di nudità, che tu non vedi perchè preso dai gomitoli di dolore.

© photos by Vladimir Borowicz

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mercoledì, 07 ottobre 2009

A r m a n d o I R i t o r n i

Al culmine e senza ritorno
c'è solo pelle
e scudisciate d'orgasmi
su queste tempie vergini

come quando in inverno tutto è fermo
decantato in ampolle di vetro
quando le stelline sono ghiaccio sulla lingua porpora

 

si spacca la terra

e il profumo è un germoglio

gridato al cielo

un bagno di raggi

che si fa fiume sulle coltri arse della terra

 

[diramandosi
in frastagliate crepe sulle carni

      mentre occhi su occhi
 armiamo le labbra di parole]

 

© photos by Ejan

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lunedì, 05 ottobre 2009

[Bang Bang]

© Andy Tan

Non mi conosci bene Veronica, io sono una piccola puttana soprattutto quando gli uomini mi fischiano dietro alla metro A, quando con la mia piccola borsetta, cammino sfiorando con le dita e le mani i paletti centrali e sui miei tacchi 12 sorrido lussuriosa a tutti.
So sedermi da vero maschiaccio, gambe spalancate e la mia Lucky appesa alle labbra dipinte di rosso e sai cosa fanno loro? si toccano vogliosi, desiderosi di mettere le mani sul mio culo e baciarlo.
Tu ed io oggi andiamo via assieme, ancheggeremo padrone del mondo sviluppando una quantità spropositata di bava dalle bocche spalancate di questi porcellini.
Poi ti bacerò, come ho sempre voluto, davanti alla caduta di stelle che stanotte il cielo di marte ci offre.
E singhiozzeremo ogni parola ed ogni destino irrisolto  e Vivianne annuirà dal finestrino dell'auto, perchè lei è l'angelo della situazione e noi due siamo i diavoli senza fissa dimora.
Canteremo a squarciagola bevendo whiskey e disegnando fra le stelle i desideri.
E all'alba torneremo sfidando gli autovelox e le curve del pensiero, mentre ubriache evaderemo sulle montagne che sorridono e toccandoci le labbra piangeremo di felicità.
Chiudendo i nostri begli occhietti stanchi.
Io sognando di rapire Indaco, Veronica di fuggire dal suo passato e Vivianne di fuggire dal suo aguzzino...l'amore.

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lunedì, 14 settembre 2009

L'intimité de ces bras tendus

Noterebbero la mia esplosione questi saccenti derelitti del creato.
Filamenti uno dietro l’altro mentre dispiego ali brumose.
Sostentamento per parole incipriate pronte a battere sulle strade oscure.
Mentre sui trampoli sverginati dai silenzi muoviamo il culo  sculettando dolore.

-siamo fragilità scontate
alla fine della corsa
alla fine di un viavai
dolorosamente chiesto-

 

E il sole perde il colpo che la tua mano da sul legno e sui chiodi sparsi nella vita.
Quando al vertice delle mie labbra si distingue la parola dalla saliva.
Quello che decidiamo di non dire,tace in fondo alle dita sui capillari sensoriali.
E quando pregheremo saranno le stille di sangue ad incenerire le cose scontate.

 

-e tendendo le braccia
si arrampicheranno
le illusioni
fino a piangermi dentro-

* photos from web

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mercoledì, 09 settembre 2009

Germogli

Ci si ferma al centro
quando la piazza lancia briciole di pioggia
quando ancora c’è quell’inverno
appeso ai fili dei just married

E non è che il perdono sia la preghiera giusta
per farsi meno dannati e santi
come quando alle pendici del fiume
si prega il sole per quell’assolo
una carezza per noi e tutto il resto fuori

Manca quasi la prova di questa carenza
dell’inspessimento del sangue mentre ad occhi acerbi
disegno ciò che spero e mi spreme
dentro nell’odore e nei polsi
Ed è il germoglio quel chicco di grano
quel chiarore confessato che trasporti
mentre le nuvole si sfilacciano
e il mio dire ti schiocca un bacio sulle vocali
Assumendo porzioni di fragili direzioni
smistate dalla polvere che rende muta
anche la più facile delle parole
E poi bucami quando arriva il dopo
di ciliegie la fronte d’abbracci cartacei
e di ogni nascosto attraversami
mentre mi rifaccio dell’affanno del pensarti

 

* photos by web

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Pagine


[Lady Morfea]

Utente: Morfea77
Nome: A. T.

Baciami; dammi cento baci, e mille:
cento per ogni bacio che si estingue,
e mille da succhiare le tonsille,
da avere in bocca un'anima e due lingue.

Patrizia Valduga

P.S: non uso la chat di Splinder.


Tutte le poesie presenti su questo blog sono pubblicate sotto una
Creative Commons License
Licenza Creative Commons.

Dedico le mie parole e le mie emozioni a mia madre.In sua memoria.Con tutto l'amore che ho.

Mi lasciate fiati

Morfea77 in [Divinae]
asophia in [Divinae]
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Sinforosa72 in Mancanze in disordin...

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Im_perfette In_fusioni
Federico Bebber
  testi di Antonella Taravella

Fiati su fiati

Soffiate su di me in *loading*.

a regalo il mio bacio

[Leggo alle prime luci dell'alba]

Lezioni di tenebra_L.Trucillo

[Words]

E noi grandi poeti
assunti alla liquida razza
di questo incosciente Naviglio
che nutre eroi da strapazzo
con ampie feluche di delitti,
noi che accampiamo quel desiderio vitale
di essere puri al di fuori di tutto
abbiamo fiducia che le pietre volino
di sotto ai vecchi pontili.

A.Merini

[Words]

Volevo tutte le sbandate
essere viva fino allo scortico
essere tavolo pietra bestiale essere
bucare la vita coi morsi
infilare le mani in suo pulsare
di vita scavare la vita scrostarla
sfondarla spericolarla battermi con lei fino
ai suoi sigilli.
Per amore-per amore-tutto per amore.

Mariangela Gualtieri

[Words]

Prende in mano oggetti scompagnati - una pietra
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati
il chiodo arrugginito del muro di fronte
la foglia entrata dalla finestra, lo gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli- li prende
e là nel suo cortile costruisce pressapoco un albero
In questo "pressapoco" sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos

[Words]

“Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.â€

S.Plath - " Diari "

[Words]

"Avrei dovuto invece rinunciare a ogni illusione: quante volte ero già stata costretta a prendere atto della dolorosa lezione che, per quanto si possa desiderare di strapparsi i peli dalla cute, restano sempre piccoli cicatrici che non si rimarginano mai?"

ARTHUR GOLDEN - Memorie di una Geisha

[Words]

Qui si ama senza leggi, senza regole, a letto, in camere ripide e selvagge, si ama nell'angoscia, in seni di madre, negli angoli invisibili di occhi enormi e belli, scuri e magnifici distesi nell'universo, si ama attraverso il silenzio con mostri smisurati che abitano negli abissi, si ama in un punto indeterminato dell'orizzontabisso scosso da un vento vermiglio che i vampiri portano con sè per darlo da mangiare agli amanti che abitano tutto l'universo ignorato. Si ama uccidendo, ricordando tutti i delitti della storia del mondo, tuti i giochi malefici.

da L'amore di Isidore Ducasse conte di Lautrémont

[Words]

In questa vita bisogna essere gli eroi di noi stessi. Intendo dire che si deve ottenere quel che per noi più conta, qualsiasi cosa sia, con le nostre forze e a nostro modo. Ci piaccia o no, siamo soli nella foresta, come nelle favole che cominciano con un eroe, di solito stupido ma tutto sommato coraggioso, oppure sveglio ma fragile come un fruscello, il quale o la quale (non facciamone una questione di genere) si mette in viaggio, senza incoraggiamento alcuno, e dopo aver incontrato sul suo cammino castelli e orsi, vecchie streghe e fiumi incantati, finirà ( almeno si spera) col trovare il tesoro.
Jeanette Winterson

[Words]

"...era come le ragazzine brune appena uscite dal letto, la faccia non ancora organizzata, quella trasparenza un po' livida della pelle, quel colore di marmo, quell'ombra della notte ancora attaccata alle guancie, alla bocca, quella specie di verginità carnale che si rinnova ogni giorno dell'anno, quella sincerità disarmata del corpo preso di sorpresa, che fa apparire più brutte le vecchie e anche le giovani le rende meno belle ma in compenso le giovani allora diventano più nude, forti, sporche, selvagge, eccitanti, confidenziali..."

Dino Buzzati

[Words]

Ma accade che ascolto la notte piangere nelle mie ossa.La sua lacrima immensa delira e grida che qualcosa se n’è andato per sempre.Un giorno torneremo ad essere...

Alejandra Pizarnik

[Words]

"Qualche settimana fa mi hai detto che mi senti "in tre punti del corpo". Io, ora, ti sento in qualche punto in più. Ma la cosa meravigliosa è che ti sento nel punto che pensavo fosse già morto completamente in me. Sigillato da una cicatrice."

"Eppure, non riusciva a controllarsi, si dondolava avanti e indietro, godeva nel tirare dalle proprie viscere un filo incandescente per disfare se stessa, fino a svanire del tutto."

David Grossman

[Words]

"Questa è la mia vita, fissata con morsetti di acciaio al ventre di mia madre e poi proiettata nel nulla come la corda usata dagli indiani per tendere le trappole. Non faccio che tagliare e riannodare la corsa. Mi arrampico e scivolo giù. A mantenere la tensione è la tensione stessa, la spinta fra ciò che sono e ciò che posso diventare. E’ il tiro alla fune fra il mondo che eredito e quello che invento.
Non faccio che tirare, che aggrapparmi disperatamente alla vita, non importa se la fune comincia a sfilacciarsi. Sono così avviluppata su me stessa, come una felce o un’ammonite, che quando mi dipano anche il reale e l’immaginario si dipanano insieme a me, così come insieme sono saldati :fibre della vita annodate una all’altra nel tempo."

jeanette winterson - power book

[Words]

E anche con lui era come masturbarmi,
mai matura,s.centrata e senza centro.
Di grazia,gli chiedevo,vuoi insegnarmi
a venire assieme a te con te dentro?

E sempre quella mano sulla fronte...
E l'altra lì,così,due dita sole...
E quando fica e testa sono pronte
riempile di cazzo e di parole.

Patrizia Valduga

[Words]

“Seguo la musica che nasce dal tuo corpo,
tremuli seni, incedere di fianchi,
concavi echi per suoni convessi,
cantici solidi, udibili col tatto.
Il jazz di notti solitarie
dove la pioggia accorda le sue gocceâ€.

Eugenio Montejo

[Words]

Non posso vivere di un solo Amore.
Cerco di convincermi che un solo Amore sia soddisfacente,
addomesticato dalla voglia di possesso, normalizzato
dal timor-panico di restare solo ma non ci riesco,
non ce la faccio.
Sono ciò che sono: cosa soggiogata dai capricci.
Ringraziando gli dèi ho un'indole da troia.
Me ne frego di tutti i panegirici amorosi elaborati nei secoli.
Nessun idolo fuori dai miei pantaloni.
Sono oggetto usa e butta via di guerriglia sessuale.
Ho ereditato appetiti ingordi, multipli, sincronici.
È da pericolosi psicolabili idolatrare la facoltà di leccare
la stessa figa, succhiare lo stesso cazzo, per mesi,
addirittura per anni,
e pretendere che la / Noia / non ce la faccia pagare cara.

Cataldo Dino Meo (inedito)

[Words]

In grovigli di viventi rovi, mi aggiro accigliata.
Si attorcigliano funeste funi
sulla mia visiera color fumo.
Grigie sagome
depongono furenti spinose corone
sulla mia testa
di regina delle delusioni

Nicoletta Corsalini - Fiore di loto

[Words]

[l'aria che la tua parola smuove]

mi serve l'aria che la tua parola smuove
eucalipti che pungono la mia tosse
ne fanno brina in merli sulla cresta
di tutte le montagne
e finalmente piove e nevica
fino al centro
fino al cuore del mio profondo paese.

[parole regalatemi da Fernanda Ferraresso]

[Words]

Non importa con quanto scrupolo
seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso
qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver
vissuto tutto.

PALAHNIUK

[Words]

"Forse anche noi facciamo la stessa cosa: corriamo come pazzi e scaviamo fossati intorno a un tempio. Prendiamo treni, e aerei, facciamo traslochi, cambiamo amori, letti, finestre, strade e siamo sempre nello stesso identico punto. Prigionieri in movimento continuo. Diavoli in cerca di un foro attraverso il quale finalmente sgusciare via"

STANZA 411. Simona Vinci.

Negli anni

D'occhi osceni

a più mani
alchimia dei sensi
bang bang
blu dimmenso
canti e controcanti
carne tremula
certe notti
citando dautore
controvento
dedica
dimorando nei silenzi
divorami
dolore
dolorosamenteviva
e divengo cibo
e il tempo scorre
folle follia
fondendomi alla luna
fuoco liquido
gemellaggi artistici
giocando in versi
haiga
in catene doscurità
indaco
iniziative importanti
ispirazioni
la chimica
light
liquida
male in polvere
manchiamo
medina
mescolando le parole
mia vena liquida
nero tanka
orazio
per non dimenticare
pesi sul ventre
petali di cenere
piccole favole
piume suicide
prosa
quattro mani
ragazze vogue
remember
sur le corps
svestizione
tanka
tornami
tossica
twins
ubriaca instabile
viv&vero

Di crudele amore

***Infornoasinistra
***PetaliDiCenere
**FedericoBebber
**FedericoFederici
**PatriziaValduga
*Bocboy
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*MòMò
*mimieale
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*Ragno
*SilentHell
*Topolardia
*Veronica
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