giovedì, 05 novembre 2009

S m a r r i t e

Sono il metallo pulito
che scorre fermo sulle guance
[il taglio
è il passeggiarti dentro
scorrendo lieve sugli angoli retti]

 

Ci sono colori
che sono tattici rimasugli
dell’epidermide sui fiati.
[quotazioni snidate del tuo logorante
farmi preghiera]

 

Tremule domande
si consumano sotto la pioggia
da cui non sorgerà
nessun policromo arcobaleno
a ricordarmi ingenui sorrisi_

Tutto tende al nero
nei giorni di assenza
virando al rosso
per la consunzione
delle mie lacere ferite_

 

Pulirò le tracce
con mani tremanti
[eseguendo amputati disegni
da leccarti sulle pupille
nell’equilibrio disperso a notte fonda]

 

Frantumato eco
d’impazienti sandali
e di strade sterrate a ferirmi
[giocando con l’equilibrio
che fa rumore di stagnola fra le mani]

 

Sempre con plastici interrogativi
che modello tentando
la forma della certezza
che ho smarrito_

 

A.Taravella&M.G.Patania

* photos from web

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lunedì, 02 novembre 2009

Lei è LA POESIA

* from SuperDras flickr's

Mi dissero sei una santa
perchè a volte tu tremi
per via dei tuoi ricordi.

Io non ho mai avuto ricordi,
solo visioni acute, profezie:
so il giorno prima che viva
e il congedo di qualche giusto
che qui dimora,
ma come faccio a dire alla questura
che domani scoppierà la bomba
della mia voce?

Alda Merini

[ciao piccola grande donna]

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venerdì, 23 ottobre 2009

F r a g m e n t a # 4

Son tracimata in parole anarchiche
e quando piove
fuori il tempo è freddo
come fiocchi di neve assorti

* photos from web

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venerdì, 16 ottobre 2009

C'è qualche cosa di sbagliato...

© photos by Ragno000
[vietato copiarla]

Ho un rituale sotto cute.
La corsa di un respiro.
O ancora meglio la tiepida certezza.
Del freddo tragico.

Fluttuo sbilenca affetta da sindrome d'affetto mancato.
Si ci ammala facilmente di questi tempi.
Il sole caldo dell'estate non scalda più.
Ma raccimola altre infami bocche argute.

Sono stregata da questo inverno precipitoso.
Da questo appeso soppesarmi.
Sapere di farmi del bene/male in una sarcastica mattina.
E quando ho saputo d'essere vergine ancora di parole,tu hai fatto il mo bene.

Piango l'inutile, quando è tutto così perfetto e stabile, dentro.
E con mani fredde stringo a cappio l'eresia di un sorriso.
Basta dire parole magiche per vedere il buio ben oltre lo steccato.
Ho queste notti da ricordare, effimere notti.

E poi.
Poi c'è solo una carezza, alla fine.
Una lingua piantata sulle scapole
Dipingendo l'occhio colmo di verità.

[Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro a un sogno?
_
E.A.Poe]

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lunedì, 12 ottobre 2009

Risacche

Riempio le sacche di ogni mio sintomo avariato, di ogni pensiero sventrato e fatto dono per te, che ad ogni morso fra le foglie di questi primi venti d’ottobre, diventi nebbia incolta.
Ore su ore a trasparire attraverso vetri opachi, lucidi solo al colpo del sole, con le mani ben posizionate, sorridendo ma anche facendomi assorbire disegni rari, quanto lo erano le tue labbra poggiate di traverso sul cuore.
Senti, annusami le mani, sanno ancora di quel gusto che mi hai lasciato, saporite le tue mani a condirmi di frutta i fianchi, quando ancora poteva armarci di questo andare senza tempo.
E' la scelta che aggrava la mia pelle, quel lento scendere e scindere che non ha appigli se non le tornite parole, di noi, che assomigliano a cuscini in cui la notte trovo il degno abbraccio e sono incauta quanto la ruga che ti solca la nocca quando ti respiro.

Sarò fiato perso dici tu ma alla fine le braccia s'allargano per amarti,  nascosta, poi dietro cortine di tempo, regalandomi solo la luce necessaria a crescere, nonostante le perdute fantasie ho sempre raggrumato dolori sulle braccia.
Ed ero povera di forze mescolate al respiro che ho sempre taciuto e forse sono solo opaco vetro mielato di nudità, che tu non vedi perchè preso dai gomitoli di dolore.

© photos by Vladimir Borowicz

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martedì, 06 ottobre 2009

-Brusio incerto del cuore-

 Il raschiare le palpebre
ha un brusio di lacrime
un percepire il passo
nelle indirette parole
mentre friabili ricordiamo
che il dolore non è un acino d'uva
da inghiottire e dimenticare
ma una semplice spina di rose fra le dita
che ignora di causare l'ineluttabile
in una fuga che inchioda.

 
Il riavvolgersi

di istanti orfani

seppellisce

l'odore delle risate

raschiando

il fondo di armadi

svuotati

dall'ultima sparizione_

 

Siamo pellegrini

sulla via

della ragione

dove si incrosta

l'affetto mercenario

che impregnava

le mani/le dita/gli occhi/le labbra

prosciugando il cuore_

 

E diventiamo aride somme di silenzi

esistendo alla sera

quando le porte si chiudono

quando ci ritroviamo il sole in tasca

e le stelle si fanno piccoli fondi d'acqua.

 

Oltrepassando un recinto

quando il respiro si fa molle

e gli spilli inciampano nelle lacrime

cadendo nel buio

di osceni sorrisi

 

Morfea77&Ligeia

 

© photos by Ragno000[vietato copiarla]

 

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martedì, 04 agosto 2009

[Ossa su ossa]

Ed è dentro che si ricomincia
ossa su ossa impilate
a fare di tutto per non essere ombra
mentre l’acqua si sbriciola
mentre l’estate
s’appresta nelle tende
ad essere carezza persistente
a bucare le guance di baci come lucciole
limando le parole
mentre il mare risuona furioso nelle tasche
e la polvere torna all’inverno
quando la sera sarà di fretta.

© Federico Federici

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giovedì, 16 luglio 2009

-Esse-

Sequenza Stanca Subdola Strina

Soffoca Su Superfici Stese
Sulle Strazianti Storie Sentite
Sugli Spenti Silenzi
Sudando Sospese Sinapsi
Sulle Sgranate Sagome
Spegnendo Soli
Sulla Semina Sguarnita
Sui Solenni Sorrisi
Spenti

Morfy

sincope sinaptica sospesa
saggi scogli senza sogno
sanno serie simmetrie
sagaci segni sulle sabbie
smuovere sussulti sinuosi
saltarsi sincronizzando salate sillabe
sigilli snodati saccenti solo
seguendo sommersi
singole sentenze
spirando spirali

pettywords

 

© Federico Bebber

 

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martedì, 07 luglio 2009

N e l N o m e D e l P a d r e

nelnomedelpadre_stanislas guigui

© Stanislas Guigui

ed è nel nome del padre
che offriamo i figli in braccio
sul golgota di un credo
della sofferenza che non sfama ma uccide
su questi piedi scalzi
su queste pietre aguzze
in cammino
verso l'arcadia e il pensiero
mentre una lama sottile
mimetizza l'odio
e il dolore di un nome
che alla sera,in ginocchio,preghiamo
tacendo le parole di chi non ha voce

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domenica, 05 luglio 2009

R u g g i n e

Il bianco non mi nasconderà
e le parole saranno colate nere
sugli angoli smussati
di questa bocca randagia

 

devastata dall'arsura

ed imbevuta

nel caldo sospiro

delle notti inquiete

tra.scorse all'ombra

della colpa

 

che batte sul petto tre volte

tre tonfi di silenzi

appesi alla gola

mentre ti reclamo alla luna

mentre ogni lacrima

è un viale di rose e spine

 

dove lascio

pascolare

le mie stanche caviglie

nell'eterno ritorno

di familiari errori

sepolti sotto insani desideri

 

ed il metallo che sferza la lingua

è arrugginito dai nostri nomi negati.

 

Morfea77&LadyLigeia

 

© Federico Federici

 

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Pagine


[Lady Morfea]

Utente: Morfea77
Nome: A. T.

Baciami; dammi cento baci, e mille:
cento per ogni bacio che si estingue,
e mille da succhiare le tonsille,
da avere in bocca un'anima e due lingue.

Patrizia Valduga

P.S: non uso la chat di Splinder.


Tutte le poesie presenti su questo blog sono pubblicate sotto una
Creative Commons License
Licenza Creative Commons.

Dedico le mie parole e le mie emozioni a mia madre.In sua memoria.Con tutto l'amore che ho.

Mi lasciate fiati

Morfea77 in [Divinae]
asophia in [Divinae]
Morfea77 in Mancanze in disordin...
Morfea77 in Mancanze in disordin...
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Im_perfette In_fusioni
Federico Bebber
  testi di Antonella Taravella

Fiati su fiati

Soffiate su di me in *loading*.

a regalo il mio bacio

[Leggo alle prime luci dell'alba]

Lezioni di tenebra_L.Trucillo

[Words]

E noi grandi poeti
assunti alla liquida razza
di questo incosciente Naviglio
che nutre eroi da strapazzo
con ampie feluche di delitti,
noi che accampiamo quel desiderio vitale
di essere puri al di fuori di tutto
abbiamo fiducia che le pietre volino
di sotto ai vecchi pontili.

A.Merini

[Words]

Volevo tutte le sbandate
essere viva fino allo scortico
essere tavolo pietra bestiale essere
bucare la vita coi morsi
infilare le mani in suo pulsare
di vita scavare la vita scrostarla
sfondarla spericolarla battermi con lei fino
ai suoi sigilli.
Per amore-per amore-tutto per amore.

Mariangela Gualtieri

[Words]

Prende in mano oggetti scompagnati - una pietra
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati
il chiodo arrugginito del muro di fronte
la foglia entrata dalla finestra, lo gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli- li prende
e là nel suo cortile costruisce pressapoco un albero
In questo "pressapoco" sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos

[Words]

“Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.â€

S.Plath - " Diari "

[Words]

"Avrei dovuto invece rinunciare a ogni illusione: quante volte ero già stata costretta a prendere atto della dolorosa lezione che, per quanto si possa desiderare di strapparsi i peli dalla cute, restano sempre piccoli cicatrici che non si rimarginano mai?"

ARTHUR GOLDEN - Memorie di una Geisha

[Words]

Qui si ama senza leggi, senza regole, a letto, in camere ripide e selvagge, si ama nell'angoscia, in seni di madre, negli angoli invisibili di occhi enormi e belli, scuri e magnifici distesi nell'universo, si ama attraverso il silenzio con mostri smisurati che abitano negli abissi, si ama in un punto indeterminato dell'orizzontabisso scosso da un vento vermiglio che i vampiri portano con sè per darlo da mangiare agli amanti che abitano tutto l'universo ignorato. Si ama uccidendo, ricordando tutti i delitti della storia del mondo, tuti i giochi malefici.

da L'amore di Isidore Ducasse conte di Lautrémont

[Words]

In questa vita bisogna essere gli eroi di noi stessi. Intendo dire che si deve ottenere quel che per noi più conta, qualsiasi cosa sia, con le nostre forze e a nostro modo. Ci piaccia o no, siamo soli nella foresta, come nelle favole che cominciano con un eroe, di solito stupido ma tutto sommato coraggioso, oppure sveglio ma fragile come un fruscello, il quale o la quale (non facciamone una questione di genere) si mette in viaggio, senza incoraggiamento alcuno, e dopo aver incontrato sul suo cammino castelli e orsi, vecchie streghe e fiumi incantati, finirà ( almeno si spera) col trovare il tesoro.
Jeanette Winterson

[Words]

"...era come le ragazzine brune appena uscite dal letto, la faccia non ancora organizzata, quella trasparenza un po' livida della pelle, quel colore di marmo, quell'ombra della notte ancora attaccata alle guancie, alla bocca, quella specie di verginità carnale che si rinnova ogni giorno dell'anno, quella sincerità disarmata del corpo preso di sorpresa, che fa apparire più brutte le vecchie e anche le giovani le rende meno belle ma in compenso le giovani allora diventano più nude, forti, sporche, selvagge, eccitanti, confidenziali..."

Dino Buzzati

[Words]

Ma accade che ascolto la notte piangere nelle mie ossa.La sua lacrima immensa delira e grida che qualcosa se n’è andato per sempre.Un giorno torneremo ad essere...

Alejandra Pizarnik

[Words]

"Qualche settimana fa mi hai detto che mi senti "in tre punti del corpo". Io, ora, ti sento in qualche punto in più. Ma la cosa meravigliosa è che ti sento nel punto che pensavo fosse già morto completamente in me. Sigillato da una cicatrice."

"Eppure, non riusciva a controllarsi, si dondolava avanti e indietro, godeva nel tirare dalle proprie viscere un filo incandescente per disfare se stessa, fino a svanire del tutto."

David Grossman

[Words]

"Questa è la mia vita, fissata con morsetti di acciaio al ventre di mia madre e poi proiettata nel nulla come la corda usata dagli indiani per tendere le trappole. Non faccio che tagliare e riannodare la corsa. Mi arrampico e scivolo giù. A mantenere la tensione è la tensione stessa, la spinta fra ciò che sono e ciò che posso diventare. E’ il tiro alla fune fra il mondo che eredito e quello che invento.
Non faccio che tirare, che aggrapparmi disperatamente alla vita, non importa se la fune comincia a sfilacciarsi. Sono così avviluppata su me stessa, come una felce o un’ammonite, che quando mi dipano anche il reale e l’immaginario si dipanano insieme a me, così come insieme sono saldati :fibre della vita annodate una all’altra nel tempo."

jeanette winterson - power book

[Words]

E anche con lui era come masturbarmi,
mai matura,s.centrata e senza centro.
Di grazia,gli chiedevo,vuoi insegnarmi
a venire assieme a te con te dentro?

E sempre quella mano sulla fronte...
E l'altra lì,così,due dita sole...
E quando fica e testa sono pronte
riempile di cazzo e di parole.

Patrizia Valduga

[Words]

“Seguo la musica che nasce dal tuo corpo,
tremuli seni, incedere di fianchi,
concavi echi per suoni convessi,
cantici solidi, udibili col tatto.
Il jazz di notti solitarie
dove la pioggia accorda le sue gocceâ€.

Eugenio Montejo

[Words]

Non posso vivere di un solo Amore.
Cerco di convincermi che un solo Amore sia soddisfacente,
addomesticato dalla voglia di possesso, normalizzato
dal timor-panico di restare solo ma non ci riesco,
non ce la faccio.
Sono ciò che sono: cosa soggiogata dai capricci.
Ringraziando gli dèi ho un'indole da troia.
Me ne frego di tutti i panegirici amorosi elaborati nei secoli.
Nessun idolo fuori dai miei pantaloni.
Sono oggetto usa e butta via di guerriglia sessuale.
Ho ereditato appetiti ingordi, multipli, sincronici.
È da pericolosi psicolabili idolatrare la facoltà di leccare
la stessa figa, succhiare lo stesso cazzo, per mesi,
addirittura per anni,
e pretendere che la / Noia / non ce la faccia pagare cara.

Cataldo Dino Meo (inedito)

[Words]

In grovigli di viventi rovi, mi aggiro accigliata.
Si attorcigliano funeste funi
sulla mia visiera color fumo.
Grigie sagome
depongono furenti spinose corone
sulla mia testa
di regina delle delusioni

Nicoletta Corsalini - Fiore di loto

[Words]

[l'aria che la tua parola smuove]

mi serve l'aria che la tua parola smuove
eucalipti che pungono la mia tosse
ne fanno brina in merli sulla cresta
di tutte le montagne
e finalmente piove e nevica
fino al centro
fino al cuore del mio profondo paese.

[parole regalatemi da Fernanda Ferraresso]

[Words]

Non importa con quanto scrupolo
seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso
qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver
vissuto tutto.

PALAHNIUK

[Words]

"Forse anche noi facciamo la stessa cosa: corriamo come pazzi e scaviamo fossati intorno a un tempio. Prendiamo treni, e aerei, facciamo traslochi, cambiamo amori, letti, finestre, strade e siamo sempre nello stesso identico punto. Prigionieri in movimento continuo. Diavoli in cerca di un foro attraverso il quale finalmente sgusciare via"

STANZA 411. Simona Vinci.

Negli anni

D'occhi osceni

a più mani
alchimia dei sensi
bang bang
blu dimmenso
canti e controcanti
carne tremula
certe notti
citando dautore
controvento
dedica
dimorando nei silenzi
divorami
dolore
dolorosamenteviva
e divengo cibo
e il tempo scorre
folle follia
fondendomi alla luna
fuoco liquido
gemellaggi artistici
giocando in versi
haiga
in catene doscurità
indaco
iniziative importanti
ispirazioni
la chimica
light
liquida
male in polvere
manchiamo
medina
mescolando le parole
mia vena liquida
nero tanka
orazio
per non dimenticare
pesi sul ventre
petali di cenere
piccole favole
piume suicide
prosa
quattro mani
ragazze vogue
remember
sur le corps
svestizione
tanka
tornami
tossica
twins
ubriaca instabile
viv&vero

Di crudele amore

***Infornoasinistra
***PetaliDiCenere
**FedericoBebber
**FedericoFederici
**PatriziaValduga
*Bocboy
*GemelloMio
*Ligeia
*MòMò
*mimieale
*pettywords
*Ragno
*SilentHell
*Topolardia
*Veronica
albafucens
alessandromelis
apefuribonda
asophia
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BoucheRouge
calmaapparentex
capehorn
Carvalho
chenal
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